Assemblea Finale del centro con p. Giacomo Costa

Venerdì 25 giugno a conclusione del nostro anno sociale, ed anche del percorso collegato alle proposte della Consulta Allargata, abbiamo incontrato il p. Giacomo Costa SJ, direttore di Aggiornamenti Sociali, che ci ha aiutato a riflettere sul percorso di questo ultimo anno, mettendo in risalto lo stretto collegamento fra la lettura del contesto e la dimensione della ispirazione collegata alla pedagogia ignaziana. Nell’ottobre scorso avevamo iniziato con le sollecitazioni sugli strumenti al fine, collegati all’utilizzo dei beni dell’Antonianum rispetto ai fini apostolici, proposteci dall’economo della nostra Provincia, il dott. Berardino Guarino:

Il padre Giacomo ci ha aiutato a rileggere il cammino fatto durante l’anno, nel quale tutti i gruppi dell’Antonianum si sono impegnati nella rilettura del proprio profilo, della propria visione e missione in vista di degli obiettivi apostolici perseguiti da ciascuno, nella prospettiva di offrire ai superiori della Provincia Euro Mediterranea dei Gesuiti un contesto condiviso sul quale innestare un nuovo processo di discernimento capace di disegnare un futuro sostenibile per l’Antonianum nell’orizzonte del territorio del nord est del nostro territorio.

Il p. Giacomo ha iniziato sottolineando l’importanza della cura delle relazioni personali all’interno dei processi, alla luce dei principi della consolazione dello Spirito, a partire da un paio di pensieri del Cardinal Martini circa l’importanza della cura delle relazioni e dell’attenzione ai movimenti dello spirito, fra consolazioni e desolazioni.

Card. Martini, audio 2:

 

Ha poi fatto riferimento all’esperienza che lui sta facendo in Lombardia come superiore del Polo che comprende le comunità di San Fedele, di Villa Pizzone, dell’Istituto Leone XIII e di Gallarate, mettendo insieme 4 comunità di gesuiti e diverse opere dove sono coinvolti moltissimi laici,  per una visione ed un progetto unificato e non in competizione. Ha sottolineato l’importanza che il discernimento non venga fatto solo a livello locale, in ciascuna opera o comunità, ma nel quadro più ampio nel quale la Provincia deve inserire le singole visioni, in una prospettiva di sostenibilità apostolica e di integrazione di un orizzonte geografico più ampio.

Verso la fine ha citato l’esortazione apostolica post-sinodale Querida Amazonia: «Le autentiche soluzioni non si raggiungono mai annacquando l’audacia, sottraendosi alle esigenze concrete o cercando colpe esterne. Al contrario, la via d’uscita si trova per “traboccamento”, trascendendo la dialettica che limita la visione per poter riconoscere così un dono più grande che Dio sta offrendo. Da questo nuovo dono, accolto con coraggio e generosità, da questo dono inatteso che risveglia una nuova e maggiore creatività, scaturiranno, come da una fonte generosa, le risposte che la dialettica non ci lasciava vedere» (n. 105). Vedi qui.

Ci sono conflitti, ha concluso, che non possono essere risolti con la diplomazia, ma solo per via di sovrabbondanza e traboccamento, o desborde, secondo il suggestivo originale spagnolo: un modo di porsi che lascia da parte il calcolo e il compromesso e non teme di tentare soluzioni nuove e radicali.

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